Vita indipendente

Molti ragazzi manifestano il desiderio di allontanarsi dai genitori, seguendo l’esempio di fratelli o sorelle che ad un certo punto del loro ciclo di vita lasciano la casa paterna. Spesso questo desiderio si associa a fantasie poco realistiche e di tipo adolescenziale (liberarsi dal controllo dei genitori, fare quello che si vuole, vivere la propria fiction personale su imitazione di quelle telvisive), in assenza di una reale consapevolezza di cosa vivere da soli significhi e degli impegni che si devono assumere quotidianamente. Altre volte si associa, invece, alla paura di affrontare qualcosa di troppo grande, che non si potrà mai essere in grado di gestire. Come in tanti ambiti quando si parla di persone speciali con bisogni speciali, la confusione impedisce alle competenze di emergere e di trovare contesti veri di applicazione.
Diviene così fondamentale pensare per la persona con Sindrome di Down una possibilità concreta di fuoriuscita dalla famiglia di origine e la conseguente strutturazione di interventi finalizzati all’apprendimento delle competenze necessarie al vivere “da soli”, indipendentemente dal fatto che questo progetto di vita si realizzi mediante la formazione di una coppia o la creazione di una simil casa famiglia, in cui alcuni ragazzi condividono un appartamento.
Da quest'anno i ragazzi e i giovani adulti dell'Associazione avranno l'opportunità di compiere delle brevi esperienze di due/tre giorni ciascuna in un appartamento, a cadenza periodica, con il supporto di operatori specializzati, per comprendere cosa significhi vivere “da soli”, imparare a gestire tutte le attività necessarie per la cura della casa (pulire, cucinare, fare la spesa, ecc...), conciliandole con tutte le altre attività della loro vita (lavoro, impegni, tempo libero)



















